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Il cervello femminile è diverso da quello maschile anche in amore

Il cervello femminile è diverso da quello maschile anche in amore

Il cervello femminile è diverso da quello maschile, infatti, spesso crediamo di sapere quello che l’altro vuole dire prima ancora che abbia finito di dirlo e ancora più spesso crediamo di sapere perché e con quale intenzione o fine ha fatto o detto qualcosa, soprattutto se ci riguarda direttamente: io penso che tu pensi che io penso. Purtroppo questo atteggiamento può minare le relazioni sentimentali andando influire negativamente sull’amore.

E quante volte diciamo “io so come sei fatto/a …”.

Ma quante volte abbiamo poi rilevato una non aderenza tra quello che io ho capito o immaginato e quello che l’altro asserisce di avere in realtà detto o fatto? E’ evidente che quello che vediamo dipende dal punto di vista da cui lo guardiamo, ma dobbiamo sapere anche che questo a sua volta ha anche un correlato neurofisiologico a induzione ormonale. Infatti le strutture cerebrali e le funzioni ad esse connesse del cervello maschile e del cervello femminile mostrano significative diversità che modificano il modo in cui maschi e femmine vedono, sentono e interpretano le cose.

LE NEUROSCIENZE

La corteccia frontale dorsolaterale, (memoria a breve termine e alla programmazione e valutazione delle procedure e delle decisioni) appare più voluminosa e attiva nel cervello femminile è collegata con le aree “limbiche”, sede dell’emotività che , nella donna, a parità di stimoli,  si attivano più intensamente”.

Il cervello femminile

Ha anche una quantità maggiore di materia grigia rispetto a quello maschile che invece contiene più sostanza bianca poiché nel primo le cellule sono “impacchettate” in uno spazio minore. Il numero totale delle cellule è lo stesso, ma nel cervello maschile, che pesa in media il 10-15% in più, esiste una quantità maggiore di tessuto di sostegno.

Sia in animali che in esseri umani è stata trovata una grande quantità di evidenze che sottolinea l’importanza del sesso in diverse aree del cervello e nel comportamento, in particolare in:

  • Emozioni: il rapporto tra corteccia orbito frontale (controllo emozioni) e amigdala (emozioni) è più alto nelle donne che sarebbero mediamente più abili a controllare le loro emozioni
  • Memoria: l’ippocampo (centro della memoria) è più esteso nelle donne; la corteccia frontale dorsolaterale, (memoria a breve termine e alla programmazione e valutazione delle procedure e delle decisioni) appare più voluminosa e attiva nel cervello femminile è collegata con le aree “limbiche”, sede dell’emotività che, nella donna, a parità di stimoli, si attivano più intensamente”.

 

Vista – Udito

  • Orientamento: gli uomini si orientano preferibilmente stimando la distanza in spazio e direzione (vado da A a B in quanto tempo) le donne controllando i punti di riferimento (il supermercato e la banca…)

Percezione del dolore è accertata la diversa risposta al dolore, che sembra diversificarsi solo dopo la pubertà tra i due sessi aumentando in maniera significativa nelle donne, sembra fortemente correlata a fattori ormonali

Azione di ormoni da stress: le femmine mostrano migliore adattamento e minori danni neurotossici   nelle condizioni di stress costante mentre i maschi reagiscono meglio allo stress acuto

  • Apprendimento: nei maschi condizioni di stress acuto migliorano le capacità di apprendimento e fronteggiare situazioni nuove.
  • Linguaggio: nelle donne la corteccia del lobo temporale e del lobo frontale presenta una maggiore densità di neuroni.

L’AMIGDALA

Un sempre più crescente numero di evidenze dimostra la natura dell’amigdala umana che è decisamente più grande negli uomini che nelle donne (rispetto alla dimensione totale del cervello).

Diversi studi, inoltre, hanno sottolineato l’influenza del sesso sulla funzione dell’amigdala, in particolare nel modulare la memorizzazione di eventi emozionali (attraverso interazioni con gli ormoni da stress); questo meccanismo ha permesso di indicare un coinvolgimento preferenziale nelle memorie emozionali dell’amigdala sinistra nelle donne, e di quella destra negli uomini. Un altro studio condotto con fMRI ha scoperto l’interazione tra il sesso e gli emisferi cerebrali con le risposte dell’amigdala alle espressioni di felicità facciali: l’amigdala sinistra è molto più attiva durante queste reazioni nelle donne rispetto agli uomini, laddove l’opposto pattern è svolto dall’amigdala destra.

Questo ha permesso di definire la lateralità “women left, men right” in relazione alle memorie emozionali.

In parziale conclusione possiamo dire che se madre natura ha conformato due “cervelli” diversi, anche solo in parte, avrà avuto le sue buone ragioni e sicuramente questo avrà costituito un vantaggio per la specie e l’evoluzione della vita sulla terra. Accettare, rispettare e conoscere queste diversità create da saggezza profonda significa non cercare a tutti costi di “formattare” l’Altro, soprattutto se è di genere opposto ma apprezzarne i diversi angoli di visone e gusti e linguaggi, come una possibilità di cercare l’UNITA’ nell’integrazione non nella negazione o appiattimento dell’Altro ai nostri desideri o ideali.

Dott.ssa Cosetta Greco, psichiatra e psicoterapeuta.

 

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